giovedì 26 novembre 2009

Arco della discesa del tempo 01

Eviterò, come al solito, di narrare i metodi e le complicazioni del mio viaggio. Il modo in cui arrivo alle mie mete è noioso, anzi, aggiungerei un bel po' di mistero usando una velata e sbrigativa descrizione.
Sappiate che sono partito dalla mia solita e calda città, caotica ma accogliente al punto giusto.
E, sempre come al solito, non ho mai avuto idea di dove stessi andando. Ecco, sì, vi basta sapere questo.
La parte interessante comincia dal momento in cui capisco di essere in un posto nuovo, per me intendo. La consapevolezza diventa concreta dal momento in cui mi rendo conto di calpestare un terreno diverso, a cui non sono abituato.
Mi guardo in torno, ed inspiro lentamente. Ciò che amo percepire di più è l'odore dei posti nuovi; ma qui non c'è nessun odore specifico.
In ogni caso, proseguo. Mi trovo su un terreno erboso, ma completamente grigio. Gli alberi, la terra, le rocce, gli arbusti sono grigi, o bianchi, o comunque su quella scala lì.
Parlavo prima di calpestare un terreno diverso, no? L'erba è particolarmente dura e secca.
Senza girarci intorno, mi chino e tocco la prima cosa a portata di mano, un filo d'erba.
Come immaginavo, non c'è traccia della solita freschezza e naturalezza della natura, ma solo fredda secchezza.
Insomma, sto toccando della roccia. Mi alzo e miro il paesaggio; bel posto, un luogo pietrificato. Dopo tutto ciò che ho passato, immagino mi rimanga solo un posto completamente congelato. Ma non mi fermerò di certo a rimuginare sulle mie avventure passate. Mi dedico ad un'esame approfondito del luogo.
Come al solito mi rendo conto troppo tardi del cambio del paesaggio perché, prima di perdermi tra i meandri del mondo, smarrisco la via tra i miei pensieri. Avvolte capita di trovarmi qualche isolato dopo casa mia, avvolte mi ritrovo in un luogo pietrificato.
Faccio qualche passo indietro, per capire da dove sono venuto, e mi accorgo con un particolare stupore che un burrone mi precede. Accolgo la nuova scoperta come un invito a non indagare oltre. Do' uno sguardo in basso, poi all'orizzonte; è tutto grigio tranne il cielo.
Decido dunque di darmi una mossa e proseguire, sperando di trovare qualche novità nel cammino.
Non sto camminando solo su una distesa erbosa; il terreno aveva vari dislivelli, grandi rialzi, rocce ed alberi immensi con frutti ovviamente pietrificati. Mi rendo conto che il terreno su cui mi trovo è quasi una penisola, in confronto al burrone, e non mi resta che proseguire dritto, non avendo altre strade da percorrere.
Giungo ad un punto particolare; varie colonne mi accolgono in un corridoio senza muri. Più proseguo, più vado in contro a costruzioni antiche, mi viene in mente l'architettura greca intrappolata nell'infinito. In alto le nuvole scorrono, più veloci del normale, fa un effetto stravagante.
Non mi trovo in una città, né tanto meno una necropoli. Lo capisco dalla sistemazione degli edifici, delle colonne e così via: tutto completamente casuale.
Raggiungo ciò che la mia ignoranza suggerisce sia un tempio, e lì trovo una figura.
Un uomo rivestito da un'armatura dorata si riposava seduta a terra.
Questo mi guarda, e dice: " Salute, mago nero. "
Il suo approccio mi rende un po' perplesso, ma lo trovo comunque plausibile. In primo luogo, un uomo che va in giro con un'armatura dorata non può che rivolgersi agli altri usando un tema cavalleresco o fantasy. In secondo luogo, è mia abitudine andare in giro con un mantello ed una verga. Certo, è un'usanza particolare, ma ciò non significa che io sia un mago. Non possiedo alcun potere, tranne quello di estraniarmi dal mondo fisico finché non vado a sbattere contro qualcosa.
La verga è puramente naturale, l'ho trovata per caso in un viaggio, e mi ci sono affezionato. E' la compagna di viaggio a cui sono più affezionato. Per il mantello, qui si parla di gusti sia estetici che pratici, ed eviterò di raccontare come sono riuscito ad ottenerlo perché c'è un cavaliere che aspetta la propria descrizione.
Rispondo giustamente con " No, ti sbagli, non sono un mago. In ogni caso, salute a te. "
Mi guarda incuriosito e mi domanda " Siete forse un apprendista stregone, dunque? Vi vedo giovane. "
" Niente affatto, non lasciarti traviare dal mio aspetto. Piuttosto, cosa ci fai qui? " Dico io di conseguenza.
" Mi riposo. " " Beh certo, intendevo; che ci fai qui in questo luogo? " " Mi sembrava pratico e protetto, c'è sopra un tetto, ed io sotto un tetto mi ci trovo. "
Spazientito dico " Oh bé, comprendo. In ogni caso, sai, non so se hai notato che questo posto è completamente pietrificato. L'erba è di pietra, i sassi sono di pietra e roba così, no? Ora, non possiamo negare che è un ambiente piuttosto inusuale questo; e quando dico 'qui' ovviamente non posso riferirmi a questo posto preciso ma piuttosto all'ambiente, sai, quello pietrificato, perché è l'ambiente in sé ad essere strambo, non questa casupola o tempio. E quindi dimmi, dimmi, che ci fai in questo luogo particolare, non l'edificio, non a terra, ma in questo ambiente pietrificato dove teoricamente non dovremmo esserci? "
" Tu piuttosto, stregone, che ci fai qui? " " Santo iddio, sbaglio o ti ho ripetuto la stessa domanda per tre volte senza ottenere risposta? "
Il guerriero si alza, i suoi capelli lunghi biondi svolazzano al cielo. Guarda l'orizzonte con aria eroica e tiene la mano sull'elsa della sua lunga spada.
" Io sono il guerriero dorato. Il mio compito è far tornare l'armonia in questo luogo, trasformato da un'orrida strega. Qui il tempo è fermo, ma la strega non è riuscita a bloccare anche il cielo, in quanto sotto dominio del nostro signore. "
" Bene, ottimo. Io sono qui per caso, chiamami come ti pare, e mi andrebbe di aiutarti in quest'avventura. Potrei dire che non ho nulla di meglio da fare, ma suonerebbe un po' offensivo. Dove sei diretto? "
L'eroe si alza e prosegue il suo cammino. Io lo seguo.
Il suo atteggiamento stereotipato mi rende perplesso, pensavo non esistesse più gente del genere. Spalle larghe, petto all'insù, cammina deciso verso la meta che ha prontamente deciso.
" Come agirai quando incontrerai questa.. strega? " " La ucciderò, ovviamente. " " Molto bene, ma non sarebbe meglio chiederle di far tornare il tempo com'era? " " E' una strega, non lo farà perché è adepta del demonio. Il Signore farà tornare questo luogo com'era una volta che la ucciderò. "
Preferisco non commentare, e continuiamo. Gli edifici e le colonne antiche messi a casaccio si fanno sempre più intricati, ad un certo punto penso che facciano apposta da barriera. Ma ecco, lì c'è un varco, prontamente trovato dal guerriero. Oltrepassiamo, e vediamo.
Dinnanzi a noi c'è un'altra distesa d'erba grigia, con qualche colonna, ma c'è qualcosa di più sorprendente.
" Eccole, le creature della strega! Bestie infami e crudeli fiere! "
Assolutamente no. Varie creature sono sparse sul terreno, intente a fare quel che capitava.
Sono ferme, paralizzate. Rinchiusi nell'eternità, oh beati loro.
Le nuvole sopra scorrono veloci.
" Non c'è bisogno di combattere, guerriero. Non vedi che sono innocui come dei sassi? " Dissi io.
" Converrete però che sono demoni, non animali. "
Sono effettivamente animali particolari, anche se non sembrano feroci. Forse il fatto che sono completamente fermi aiuta molto.
" Stiate lontano, alchimista. Voglio prima accertarmi che siano realmente fermi e innocui. "
Ogni animale è bianco, purissimo, levigato perfettamente. Quale artista ha scolpito i loro corpi? E quale pazzo ha deturpato i loro volti? Non hanno un muso regolare, sembra piuttosto che qualcuno con un martello abbia ripetutamente colpito i loro marmorei volti.
Tutti a punta, inespressivi.
Un cervo immobile, in procinto di saltare ha il volto appuntito e rovinato. Guarda in alto, sarebbe una statua stupenda se avesse un volto.
" Santo cielo che abominio! " Urla il guerriero.
Mi volto, per vedere verso cosa stesse farneticando.
Effettivamente una ragione c'era. I vari cervi, lupi, uccelli e scoiattoli pietrificati acquistavano via via componenti sempre più inquietanti.
Si iniziava con lupi a due teste, per esempio, ma percorrendo il sentiero delimitato dal burrone si potevano incontrare masse sempre più informi con solo arti e corna.
Ecco infine un edificio. Anch'esso con una vena di particolarità non indifferente.
Un'immensa testa di cervo marmoreo spunta dal terreno, nella bocca si intravede un portone, sugli occhi si vedono delle finestre.
" A quanto pare abbiamo trovato la nostra strega. "

Eroicamente, proseguiamo.

3 commenti:

  1. Awww!
    Voglio il seguitooo è_é! (Non so perchè ma il guerriero a primo acchitto mi ha fatto un sacco Kronk delle follie dell'imperatore X°°°°D)

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  2. quelle statue devono essere bellissime.. *^*

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  3. Questa sì che è roba forte.

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